Intermezzo – AIN’T spiegato con la musica di Bruce Springsteen

INTERMEZZO

AIN’T

spiegato con la musica di Bruce Springsteen

C’è una canzone di Bruce Springsteen che prenderemo come spunto per lo studio di una parolina anglo-americana, ain’t, patrimonio dell’inglese colloquiale ma piuttosto usata e quindi importante da comprendere. Personalmente ne faccio ampio uso nelle conversazioni con i miei familiari ed amici.

Ascoltiamo “Dancing in the Dark“, dall’album Born in the USA.

Questo il testo:

I get up in the evening

and I ain’t got nothing to say

I come home in the morning 

I go to bed feeling the same way

I ain’t nothing but tired

Ho scelto questa canzone perché in due frasi a breve distanza “ain’t” assume le sue valenze principali, di verbo “essere” ed “avere” al tempo presente ed in forma negativa.

Sebbene due negazioni in inglese non possano stare nella stessa frase, ain’t è invariabilmente seguito da una seconda negazione. Da qui l’ulteriore scandalo dei puristi.

  • I ain’t got nothing to say

Corrisponde all’espressione in inglese “corretto” a: 

  • I haven’t got anything to say (British)
  • I don’t have anything to say  (American)

Quindi 

I ain’t

io non ho

he ain’t

lui non ha

La “s” della terza persona singolare del presente non si applica a questa espressione.

He ain’t got nothing to lose

egli non ha nulla da prendere

They ain’t got nowhere to go

Loro non hanno dove andare

I ain’t got no problem with that

per me non c’è alcuna problema.

  • I ain’t nothing but tired

La seconda volta che Bruce utilizza ain’t lo fa col significato di “non essere”.

Lo slang esprime tutte le peculiarità della lingua inglese ed è fondamentalmente intraducibile – come molte nostre espressioni dialettali, ma lo slang non è un dialetto!

Quindi non ci dobbiamo sorprendere se questa espressione è impossibile da tradurre letteralmente in italiano. 

In inglese corretto corrisponde a: 

I am really tired

Ancora all’interno della logica propria della lingua inglese, sono possibili espressioni del seguente tenore:

You ain’t going nowhere

“tu non vai (lett. stai andando) da nessuna parte”, nel senso di: “non andrai da nessuna parte”. In inglese corretto corrisponde a: you are not going anywhere. Da notare che in inglese corretto la negazione è una soltanto.

I ain’t leaving

che in inglese corretto corrisponde a: I am not leaving.

Come è noto, l’utilizzo di questa forma verbale indica un’azione futura – ma non ci addentriamo troppo in questa sfumatura adesso. Per questo comunque l’espressione, sia nella sua forma “corretta” che colloquiale implica l’idea: “non andrò via”.

In My Hometown sempre da Born in the USA, il boss canta:

  • these jobs are going boys, and they ain’t coming back

Questi posti di lavoro vanno, ragazzi, e non torneranno.

 

Chiudo questa discussione con un commento per i puristi, per chi storce il naso contro la bellezza e la musicalità della lingua inglese parlata:

Sorry guys, there ain’t nothing you can do about it.

 

 

 

 

Approfondimento – slang americano: got, gotta

american-flag

GOT and GOTTA

by Giuseppe Guarino

E’ inutile farci sopra troppa filosofia: l’American English è ormai così diffuso che chi vuole seriamente imparare la lingua inglese ne deve tenere conto. E’ infatti la lingua che si parla nella maggior parte dei films e telefilm. Non è poi inusuale sentire cantare con questo tipo di pronuncia anche i musicisti inglesi – sebbene non in modo così marcato come i madrelingua d’oltreoceano.

got (pronuncia: gat)

In inglese “io ho” si dice ovviamente “I have“. Immaginate la mia sorpresa quando poco più che quindicenne sentii Gene Kelly che insegnava a dei ragazzini francesi come si diceva appunto “io ho” in inglese e, al posto di quello che mi avevano insegnato a scuola, egli disse: “I got“. Il film era il classico “un americano a Parigi”.

Negli anni, frequentando madrelingua americani – ma, non ci si scandalizzi, anche inglesi – imparai come il verbo avere si può tranquillamente esprimere con “got” anziché “have“. Con un’ulteriore eccezione, “she has” si dice “she got“, senza aggiungere la “s” della terza persona del tempo presente.
Per osservare un fenomeno simile in Italia, possiamo ricordare come in dialetto napoletano – ed in altri dialetti ad esso vicini per fonetica e vocaboli – il verbo “avere” si può indicare anche col verbo “tenere”. “tengo fame” a Napoli equivale a “ho fame” nel resto d’Italia.
Il “problema” con l’inglese americano è che grazie alla diffusione che esso ha con films, telefilm e musica, è impossibile non doversi confrontare con le sue peculiarità linguistiche.

gotta (pronuncia: gara)

Facciamo delle premesse per comprendere il significato di questa parolina così comune nell’inglese parlato, “gotta“:

Got” indica il verbo “avere”, come abbiamo visto poco sopra.

“Dovere” in inglese è espresso con il verbo difettivo “must” per il tempo presente, ma per tutti gli altri tempi, incluso il presente, esso viene indicato con “to have to“.

E’ uso comune dell’espressione “have got“, dove il “got” è rafforzativo di “avere”. Quindi “io ho” si può dire sia

I have

che

I have got

nella lingua parlata è facile abbreviare l’espressione in

I’ve got

se utilizziamo il verbo avere per dire “io devo andare”, avremo

I have to go

I have got to go

I’ve got to go

Nella velocità della lingua parlata troviamo la spiegazione per l’espressione

I gotta go

gotta” è l’ortografia che esprime la pronuncia diffusa di “got+to”.

Quindi “gotta” equivale al verbo “dovere”, al tempo presente! Il suo utilizzo dovrebbe essere relegato all’inglese colloquiale, principalmente americano, ma anche britannico, ma oggi lo troviamo per iscritto in diverse occasioni, in canzoni, in letteratura dove lo scrittore vuole trasmettere al lettore il tipo di inglese parlato dai suoi personaggi – fenomeno che non ha un equivalente nell’italiano scritto.

Sappiamo che il soggetto non è mai sottinteso in inglese. Ma nella forma colloquiale, proprio “I gotta + verbo” rappresenta un’eccezione, ma solo per la prima persona singolare. Quindi rimanendo sull’esempio che abbiamo utilizzato, avremo

gotta go

Qualche altro esempio.

You gotta choose
              devi scegliere

We gotta do it
              dobbiamo farlo

I dunno (pronuncia: aironò)
non lo so

L’inglese parlato è ovviamente meno statico di quello scritto. E’ così anche per l’italiano no? Soltanto che l’inglese scritto permette in alcuni casi, come abbiamo visto anche altrove, di rappresentare un certo tipo di pronuncia. E’ questo il caso di espressioni del tipo “I don’t know” che viene scritto, quando si vuole comunicare a chi legge, il modo sbrigativo e piuttosto comune di dire “non lo so” in inglese, in particolare quello americano.

L’espressione quindi che in inglese corretto si scrive:

I don’t know
              non lo so

diviene nella forma che trasmette una certa pronuncia

I dunno
             non lo so

Che ne pensate di questa duttilità della lingua inglese?

 

Approfondimento: inglese e dialetto siciliano

Non ho mai fatto dell’insegnamento la mia professione, ma è stata sempre e solo una mia passione. Quindi, non avendo mai avuto una professionalità sono sempre stato libero di insegnarlo come più mi aggradava o mi piacesse fare. In particolare ho sempre sfruttato le affinità esistenti fra il dialetto siciliano e la lingua inglese per rendere più comprensibile quest’ultima lingua ai miei studenti conterranei.

IL TEMPO DEI VERBI

In italiano abbiamo la cattiva abitudine di parlare al passato prossimo di eventi successi invece al tempo passato.

Qualche esempio.

Sono stato a Londra già nel 2011.

Ora, il 2011 è già ben sei anni nel passato.

Nel mio dialetto, il siciliano, si sarebbe detto in altro modo.

Vediamo come:

Fui a Londra ndo 2011 (dumilaeunnici)

Utilizzo questa caratteristica del nostro dialetto con i miei studenti per spiegare che lo stesso accade in inglese. Quando lo dico, di colpo, la difficoltà d’espressione della lingua inglese scompare quasi del tutto.

Ciò perché in inglese ed in siciliano, le frasi avvenute nel passato, bene o male, si esprimono nella stessa maniera, cioè utilizzando il passato remoto. La stessa frase vista in precedenza come esempio in italiano e siciliano, si direbbe infatti così in inglese:

I was in London in 2011.

Sia in dialetto siciliano che in inglese, per esprimere un evento avvenuto nel passato … utilizzeremo un verbo al passato! Pratica molto più logica dell’uso comune della lingua italiana, dove viene invece utilizzato il passato prossimo, non vi sembra?

A noi siciliani, quindi, l’uso anglo-americano non deve e non può apparire incomprensibile, visto che è tipico anche del nostro dialetto.

L’AUSILIARE

Quando studiamo i verbi inglesi nei tempi composti, dove andiamo ad utilizzare l’ausiliare, la maggior parte degli studenti trova problematico il fatto che il verbo utilizzato sia l’avere piuttosto che l’essere, come accade in italiano.

Se quindi in italiano diremo:

Io sono stato

in inglese avremo

I have been

che, letteralmente corrisponde a: “io ho stato”. Essendo una consuetudine diversa da quella della lingua italiana, lo studente la trova strana, difficile da accettare istintivamente, visti i parametri linguistici cui è ormai abituato il suo cervello.

Qualcosa scatta però quando faccio notare che la stessa pratica inglese la rinveniamo nel dialetto siciliano.

Ovviamente, essendo il nostro dialetto una lingua parlata e non studiata, non ne abbiamo una consapevolezza linguistica, ma solo un uso naturale, istintivo, assimilato dalla quotidianità. Per molti cui ho fatto notare questo fatto, è stato una sorpresa, perché si accorgevano per la prima volta che anche in siciliano l’ausiliare è il verbo avere.

Io sono stato

I have been

corrisponde al siciliano

c’aja statu

Di solito rendersi conto di questa affinità mette i miei studenti più a loro agio con l’uso della lingua inglese e, se hanno simpatia per il nostro dialetto come l’ho io, anche l’inglese comincia a stargli simpatico e non lo sentono più così irrimediabilmente distante dalla loro realtà quotidiana.

IL VERBO “DOVERE”

Un’altra sconvolgente ed avvincente scoperta riguarda il verbo “dovere”. Non credo di avere incontrato italiano che non storcesse il naso davanti al fatto che in inglese il verbo “dovere”, “must”, si utilizza solo al presente e che è aiutato da “should” al condizionale, ma che sostanzialmente negli altri tempi ed in tutti i tempi si può esprimere soltanto con “to have to”.

Quindi

devo andare.

si dice in inglese

I must go.

ovvero

I have to go.

Dopo questa analisi del fatto linguistico inglese, ho chiesto ad un mio alunno: ma in siciliano come si esprime il verbo “dovere”? Come diresti: “io devo andare?” Il mio studente tradusse la frase in siciliano e con sua sorpresa si accorge che, in buona sostanza, il verbo “dovere” non esiste e bisogna ricorrere al verbo “avere”. Egli dice:

Ju c’aja iri

In siciliano, così come in inglese, il verbo “dovere” in senso stretto non esiste ed è invece espresso col verbo “avere”.

COME STAI?

Come sappiamo bene, in inglese, “come stai?” si chiede nel seguente modo:

how are you?

Lo stesso identico modo in cui io spesso mi rivolgo ai miei conterranei:

comu si?

ovvero

Comu semu?

Spero che questo articolo sia servito a smitizzare un po’ le difficoltà della lingua inglese, ed allo stesso tempo dare dignità al mio caro dialetto siciliano.

 

Lezione 18 – Someone, No-one, Anyone, Everyone – Somebody, Nobody, Anybody, Everybody

Lezione 18

Someone, No-one, Anyone, Everyone

Somebody, Nobody, Anybody, Everybody

Somebody, Someone

Qualcuno

Noboby, No-one

Nessuno

Anyone, Anybody

Chiunque

Everyone, Everybody

Tutti

Someone – Somebody

“Someone” e “somebody” hanno lo stesso significato e corrispondono all’italiano “qualcuno”.

There is someone here that you should meet.

C’è qualcuno qui che dovresti incontrare.

There was somebody at the door and he opened.

C’era qualcuno alla porta e lui aprì.

No-one – Nobody

No-one e nobody hanno lo stesso significato e corrispondono all’italiano “nessuno”.  Come ho già detto, in inglese corretto non possiamo mettere due negazioni insieme. Quindi per dire “nessuno” utilizzeremo “nobody” o “no-one” solo se il verbo è affermativo. “No-one” si può abbreviare “none”.

He knows no-one that we know.

Egli non conosce nessuno che noi conosciamo.

Nobody understands how I feel.

Nessuno capisce come mi sento.

There was nobody to teach him how to do it.

Non c’era nessuno ad insegnargli come farlo.

Anyone – Anybody

Anyone e anybody significano entrambi letteralmente “chiunque”. Vengono utilizzati per sostituire  “someone/somebody”, “qualcuno”, nelle frasi interrogative e “no-one/nobody”, “nessuno”, in quelle negative.

Is there anybody in the room?

C’è qualcuno nella stanza?

There wasn’t anyone there.

Non c’era nessuno lì.

Everyone – everybody

Everyone ed everybody possiamo tradurli come “tutti”. È da notare – cosa evidente solo nel tempo presente – che prendono il verbo alla terza persona singolare.

Everybody knows me.

Mi conoscono tutti.

Everyone knows!

Lo sanno tutti!

Everybody loves somebody, sometimes.

Tutti amano qualcuno, qualche volta.

Sometimes corrisponde all’espressione italiana “qualche volta” o “a volte”. In italiano sono due parole, ma in inglese una soltanto.

Everybody hurts, sometimes.

Tutti soffrono, a volte.

Per completare la nostra discussione su “some”, “any”, “no”, credo sia indispensabile una terza lezione dove riprenderemo tutto e aggiungeremo qualche ultimo indispensabile dettaglio.

 

 

 

lezione 17 – Something, Nothing, Anything, Everything

lezione 17

Something, Nothing, Anything, Everything

Questa lezione e quella che seguirà sono molto importanti perché riguardano delle espressioni utilizzate con grandissima frequenza.

Something

qualcosa

Nothing

niente

Anything

Qualsiasi cosa

Everything

tutto

Vediamone in dettaglio il significato e facciamo degli esempi.

Prima di discutere queste espressioni c’è una regola che va tenuta bene presente: in inglese non vi possono essere due negazioni in una frase. È vero che nello slang americano la cosa accade, ma anche in americano non è corretto, si tratta appunto di forzature della lingua colloquiale.

Something

Something significa “qualcosa” nelle frasi affermative.

There is something on the table.

C’è qualcosa sul tavolo

There must be something I can do.

Deve esserci qualcosa che io posso fare.

Nothing

Nothing corrisponde all’italiano “nulla”, “niente”. Come ho detto prima, in inglese corretto non possiamo mettere due negazioni insieme. Quindi per dire “nulla” utilizzeremo “nothing” solo se il verbo è affermativo.

He knows nothing of this.

Non sa nulla di questo.

There is nothing we can do.

Non c’è nulla che noi possiamo fare.

There was nothing we could do.

Non c’era nulla che noi potevamo fare.

Anything

Anything significa “qualsiasi cosa” ma sostituisce a tutti gli effetti “something”, “qualcosa”, nelle frasi interrogative e “nothing”, “niente”, in quelle negative.

Is there anything I can do?

C’è qualcosa che posso fare.

There wasn’t anything we could do.

Non c’era nulla che noi potevamo fare.

Everything

“Everything” possiamo tradurlo come “tutto”.

Tell me everything. You must not hide anything from me.

Dimmi tutto. Non devi nascondermi nulla.

You should not worry, I am sure everything will be all right.

Non dovresti preoccuparti. Sono sicuro che tutto andrà bene.

We can’t have everything in life, but we all want our share.

Noi non possiamo avere tutto nella vita, ma tutti vogliamo la nostra parte.

VOCABOLARIO

To worry (reg.) – Preoccuparsi

To hide – hid – hidden – Nascondere, nascondersi

Life – Vita

Share – Parte (ciò che spetta in una divisione)

All right – alright – A posto – bene – per il giusto verso

 

 

 

lezione 16 – il Congiuntivo

lezione 16

Il congiuntivo è un problema per una buona parte degli italiani – lo è per me. E se vi dicessi che in inglese fondamentalmente non esiste? L’inglese diventerà la vostra lingua preferita?

Nelle frasi rette da “ if ”, “se”, il verbo che in italiano viene reso col congiuntivo, in inglese, per ogni valenza pratica, diremo che è invece espresso con il verbo al tempo passato.

Per questo è importante aver memorizzato bene i verbi irregolari. Come dicevo all’inizio, in una lingua non ha senso andare avanti se non si è appreso bene quanto studiato prima.

MEMORIZZARE

If I could, I would come to visit you in Paris.

Se potessi, verrei a trovarti a Parigi

If you slept, you would not be able to play at the concert.

Se dormissi, non riusciresti a suonare al concerto.

If you studied, you would learn English.

Se studiassi, impareresti l’inglese.

If you wanted, I would help you to cook.

Se volessi, ti aiuterei a cucinare.

If you played, you would be able to win.

Se giocassi, potresti vincere.

If it rained too hard, I would have to sleep on your couch. 

Se piovesse troppo forte, dovrei dormire sul tuo divano.

If I were you, I would do it.

Se fossi in te, lo farei.

If he played, we would go listen to him.

Se suonasse, andremmo a sentirlo.

If they played, I would go to the stadium.

Se giocassero, andrei allo stadio.

VOCABOLARIO

To visit (reg.) – Visitare

To play (reg.) – Suonare, giocare

Concert – Concerto

To cook (reg.) – Cucinare

To win – won – won – Vincere

To rain (reg.) – Piovere

Couch – divano

 

If” quindi è seguito dal verbo al tempo passato, dove in italiano invece in italiano troviamo il congiuntivo. Mentre il condizionale rimane invariato rispetto alla nostra lingua ed è formato, come abbiamo detto da: soggetto + would + infinito senza “to”.

C’è una cosa che voglio che lo studente afferri, staccandosi dalla logica della lingua italiana. Egli infatti non deve pensare che qui vi sia un surrogato del congiuntivo, ma semplicemente che in questo caso, la corrispondente espressione italiana basata sul congiuntivo, in inglese è retta dal verbo al tempo passato.

Sembra un piccolo cambiamento nell’approccio all’inglese, ma non lo è: può fare la differenza sulla velocità e qualità di apprendimento della lingua straniera.

Lo studente deve imparare che il passato spesso è poi sostenuto dal condizionale. Così gli saranno più comprensibili espressioni come quelle che seguono:

I knew he would say that.

Sapevo che l’avrebbe detto.

They said they would go.

L’avevano detto che ci sarebbero andati.

 

Lezione 15 – Il Condizionale. Could, Should e Might

lezione 15

Aggiungendo anche i verbi al tempo condizionale avremo imparato pressoché tutto ciò che di base ci serve per muoverci nel tempo all’interno delle frasi principali della lingua inglese.

Anche qui la costruzione del verbo è abbastanza semplice.

Presente Condizionale
I go I would go
You go You would go
He, She, It goes He, She, It would go
We go We would go
You go You would go
They go They would go

Quindi, per formare il condizionale in inglese basta aggiungere “would” e farlo seguire dall’infinito senza “to”.

I puristi della lingua inglese obietteranno che la prima persona dovrebbe prendere “should”, come per il futuro dovrebbe prendere “shall”. Siccome non siamo puristi, non ne terremo conto, ma siccome non siamo nemmeno ignoranti, ne facciamo menzione.

Aperta e chiusa parentesi. Chiedo al mio studente di non tenere conto di questa possibilità (should, shall) perché il mio scopo è equipaggiarlo per parlare la lingua inglese nel migliore modo e nel più breve tempo possibile. Se deciderà un giorno di intraprendere la carriera letteraria, magari certi preziosismi saranno importanti anche per lui o lei.

Come il futuro si può abbreviare con “ ’ll ” dopo il pronome personale soggetto – e ciò accade spessissimo sia per iscritto che nella conversazione, il condizionale può abbreviarsi con “ ’d ”.

I would go

I’d go

Andrei.

Il corrispondente della frase “vorrei andare” in inglese è il seguente:

I would like to go.

Vorrei andare – preferirei andare

I would like to go there.

Vorrei andarci – mi piacerebbe andarci

I would like to tell you something.

Vorrei dirti qualcosa.

I would like to show you something.

Vorrei mostrarti qualcosa

Ovviamente al “would” tocca l’onere di far diventare la frase interrogativa – posponendo il soggetto – o negativa – facendolo seguire dal “not”. Spessissimo il “would not” si abbrevia “wouldn’t”.

You wouldn’t want to say that.

lett.: non vorresti dirlo. In realtà l’espressione è una frase idiomatica che corrisponde, bene o male, a: “non è una cosa da dire”.

They wouldn’t like to stay.

Preferirebbero non rimanere.

They wouldn’t want to stay.

Essi non vorrebbero rimanere.

Would you like to stay?

Ti farebbe piacere restare?

Wouldn’t you like to stay?

Non ti farebbe piacere restare?

Abbiamo parlato nelle lezioni precedenti di CAN e MUST ed anche MAY.

Abbiamo detto che il CAN vale solo al tempo presente, e che per gli altri tempi dovremo utilizzare la formula “to be able to”.

Abbiamo anche detto che MUST vale solo al tempo presente e che per gli altri tempi dovremo utilizzare la formula “to have to”.

Queste ultime due affermazioni sono vere, ma solo in parte. Infatti, proprio per il condizionale, vi sono dei corrispondenti sia per il “can” sia per il “must”; ed anche per il “may”.

Presente Condizionale
Can Could
Must Should
May Might
forma negativa
Cannot Could not
Must not Should not
May not Might not
forma negativa contratta
Can’t Couldn’t
Mustn’t Shouldn’t

I Can play.

Posso giocare

I could play.

Potrei giocare

Can you play?

Puoi giocare?

Could you play?

Potresti giocare?

Can’t you play guitar?

Non puoi suonare la chitarra?

Couldn’t you play guitar?

Non potresti suonare la chitarra?

We should go to London.

Dovremmo andare a Londra.

I might go in February. And you?

Io potrei andarci a febbraio. E voi?

Could you show me the way to the train station?

Mi potresti mostrare la strada per la stazione ferroviaria?

 

 

 

lezione 14 – present and past continuous

lezione 14

In italiano utilizziamo spesso una forma verbale che intende trasmettere l’idea di una azione nel suo compiersi. Spesso anziché dire “vado a scuola” diremo “sto andando a scuola”. In inglese, piuttosto che la formula verbo stare + gerundio, abbiamo: verbo essere + gerundio. Questa forma verbale si chiama present and past continuous ovvero present and past progressive.

Vediamo praticamente di cosa stiamo parlando

MEMORIZZARE

Where are you going?

Dove stai andando?

I know where I am going.

So dove sto andando.

I am not going to school.

Non sto andando a scuola

She is standing right in front of me.

Sta stando in piedi proprio davanti a me.

They are calling him, aren’t they?

Lo stanno chiamando, non è vero?

I am dreaming of a white Christmas.

Sto sognando un bianco Natale.

We are watching a very nice movie.

Stiamo guardando un film molto bello.

I am not looking at the pictures, I am reading.

Non guardo le figure, sto leggendo.

You are buying a car here, aren’t you?

Stai comprando una macchina qui, non è vero?

He was taking Japanese evening classes.

Stava frequentando un corso serale di giapponese.

Is it raining outside?

Sta piovendo fuori?

No, it isn’t raining. It’s snowing.

No, non piove. Nevica.

You are not thinking about him, are you?

Non stai pensando a lui, vero?

Do you like tea, don’t you?

Non ti piace il the, vero?

I am waiting here for you, please hurry up.

Ti sto aspettando, per favore sbrigati.

Are they feeling well?

Si stanno sentendo bene?

Are they not feeling well?

Non si stanno sentendo bene?

We are going away from here.

Stiamo andando via da qui.

VOCABOLARIO

Tea – The – la bevanda

To go away – andare via, uscire

To rain (reg.) – piovere

White – bianco

In front of – davanti

To stand – stood – stood – essere in piedi

 

Riepilogando il present and past continuous si forma in inglese col verbo essere seguito dal gerundio.

Ovviamente per esprimere la frase al tempo passato, basterà coniugare al passato il verbo essere. Allo stesso modo, si agirà sul verbo essere e sulla sua valenza di ausiliare per formare le frasi interrogative, negative ed interrogative negative.

Ecco un esempio della stessa frase al presente ed al passato.

I am thinking of you.

Sto pensando a te.

I was thinking of you.

Stavo pensando a te.

Vediamola adesso negative.

I am not thinking of you.

I wasn’t thinking of you.

Possiamo porre la domanda.

Are you thinking of me?

Mi stai pensando?

Were you thinking of me?

Mi stavi pensando?

NON È VERO?

In italiano utilizziamo molto spesso questa espressione. In inglese viene espressa con il verbo principale della frase in forma interrogativa negativa se il verbo nella frase è in forma affermativa, in forma interrogativa affermativa se il verbo nella frase è espresso il forma negativa.

Esempi

You are going to London, aren’t you?

Stai andando a Londra, non è vero?

They know him, don’t they?

Lo conoscono, non è vero?

You don’t want to go, do you?

Non vuoi andare, vero?

 

 

lezione 13 – if, enough

lezione 13

if, enough

If” si traduce in italiano “se” ed è una delle parole inglesi che io preferisco! Il “se” introduce una possibilità: al verificarsi di un dato evento ne accadrà un altro. Questo a mio avviso lo rende particolarmente interessante.

In questa e nella prossima lezione esamineremo il comportamento dei verbi in presenza del “se”, costruendo frasi con il tempo al futuro. Nelle prossime lezioni costruiremo delle frasi col “congiuntivo” ed il condizionale.

Mentre in italiano affianchiamo senza problemi due verbi al tempo futuro, in inglese dovremo curarci di utilizzare il tempo presente per la frase retta da “if”, ed il futuro per la frase che esprime ciò che succederà se la condizione posta dall’ “if” andrà a verificarsi.

MEMORIZZARE

If I can, I will come to visit you in Paris.

Se potrò, ti verrò a trovare a Parigi

If you sleep, you will not be able to play at the concert.

Se dormirai, non potrai suonare al concerto.

If you study, you will learn English.

Se studierai, imparerai l’inglese.

If you want, I will help you to cook.

Se vorrai, ti aiuterò a cucinare.

If you play, you will be able to win.

Se giocherai, potrai vincere.

If you don’t play, you will not be able to win.

Se non giocherai, non potrai vincere

If it rains too hard, I will have to sleep on your couch.

Se pioverà troppo forte, dovrò dormire sul tuo divano.

Tell me when you are ready, we will try to be there as soon as possible.

Dimmi quando sarai pronto, proveremo ad essere lì prima possible.

If he earns enough money this year, he will buy a gift to your wife for Christmas.

Se quest’anno guadagnerà soldi a sufficienza, per Natale egli comprerà un regalo a sua moglie.

VOCABOLARIO

If – se

To come to visit – Venire a trovare

To help – aiutare

To earn (reg.) – guadagnare

gift – regalo

To cook (reg.) – cucinare

To win – won – won – vincere

To try (reg)provare

Ready – pronto

as soon as possible – prima possibile

To play” significa sia “giocare” che “suonare”. La domanda più comune che mi sento porre è: “Ma allora come si capisce quale dei due è il significato?”. La risposta è sempre la stessa: dal contesto. E se il contesto non aiuta, si pone una domanda per chiarire di cosa si tratta.

If he plays, we will go listen to him.

Se suonerà, andremo a sentirlo.

If they play, I will go to the stadium.

Se giocheranno, andrò allo stadio.

If ” è davvero una piccola parola, con un grande significato ed una grande forza. Lo vedremo ancora meglio dopo aver esaminato il condizionale.

Enough

If I believe in myself enough, I will win

Se crederò in me abbastanza, io vincerò

Enough” è anch’essa una parolina di tutto rispetto. Può assumere diverse valenze. Vediamo di impararne alcune ed alcune espressioni idiomatiche che la riguardano.

I will never thank you enough.

Non ti ringrazierò mai abbastanza

Enough is enough.

Quando è troppo è troppo

Enough!

Basta!

Enough of this non sense!

Ne ho abbastanza di queste idiozie!

There isn’t enough room in here

Non c’è spazio abbastanza (a sufficienza) qui dentro

 

In inglese non possiamo affiancare due verbi al tempo futuro nella costruzione delle frasi che abbiamo appena considerato. Ora, è anche vero che spesso in italiano ci semplifichiamo la vita e diciamo frasi del tipo: “se ho tempo, andrò”, ma non è una maniera corretta di esprimersi. “Se avrò tempo, andrò” è la frase corretta. Mentre in inglese, il verbo che è retto dal “se” va al tempo presente:

If I have the time, I will go.

Sopra abbiamo visto molti esempi.

Questa frase potrebbe essere retta dal “when”, e non dal “if”. La costruzione dei verbi sarebbe uguale.

When I have the time, I will go.

Quando avrò tempo, ci andrò.

Altri esempi.

When you play, you will be able to win.

Quando giocherai, potrai vincere.

When they say that the food is ready, we will approach the table.

Quando diranno che il cibo è pronto, ci avvicineremo al tavolo.

 

 

 

 

lezione 12 – to be able to, to have to

Lezione 12

In questa lezione rivedremo i verbi “can” e “must”, coniugandoli negli altri tempi, oltre che al presente.

Consiglio di memorizzare e fare proprie le frasi che propongo all’inizio. Poi analizzeremo la grammatica. Scusate se lo ripeto: è così che si impara una lingua. 

MEMORIZZARE

She must read many books for her exams.

Lei deve leggere molti libri per i suoi esami.

She has to read many books.

Lei deve leggere molti libri.

She had to read many books.

Lei dovette leggere molti libri.

He had to go to Rome.

Dovette (o “è dovuto andare”) andare a Roma.

He can play football.

Sa giocare a football.

He is able to play football.

Sa giocare a football.

He was able to play football.

Sapeva giocare a football.        

We will have to be there often.

Dovremo essere lì (esserci) spesso.

I must take long walks. They do me good.

Devo fare lunghe passeggiate. Mi fanno bene.

He was able to walk for hours.

Poteva (riusciva a) camminare per ore

She will have to go.

Dovrà andare.

Afterwards, they had to move to Los Angeles.

Dopo, dovettero trasferirsi a Los Angeles.

We were able to see my parents.

Potemmo (o “siamo riusciti” a) vedere I miei genitori.

They had to pay before they were able to enter.

Dovettero pagare prima di poter entrare.

We were not (weren’t) able to speak to him.

Non potemmo (siamo riusciti a) parlargli.

I had to sit down and wait.

Dovetti sedere ed aspettare.

We had to drink a lot of coffee to stay awake.

Abbiamo dovuto bere tanto caffè per stare svegli.

I was able to learn a lot of words in London. 

Sono riuscito ad imparare tante parole a Londra.

Later, they were able to drive to Rome.

Più tardi, poterono guidare fino a Roma.

They were not able to listen.

Non poterono (riuscirono ad) ascoltare.

I wasn’t able to make it.

Non ho potuto farlo.

VOCABOLARIO

Exam – esame

Kitchen – cucina

Word – Parola

A lot of – Tanto, molto, un sacco di…

Coffee – Caffè

To stay awake – (Re)stare sveglio

Before – Prima

Afterwards – Dopo di ciò, dopo di che

After – Dopo

Later – Più tardi

Football – In British significa “calcio”, lo sport. In americano è il “football americano”, mentre il “calcio” si chiama “soccer”.           

To move – Verbo regolare. Significa “muovere”, ma anche “trasferirsi”, “traslocare”.

A lot of” è una maniera molto diffusa per dire “molto” o “molti”. È una forma colloquiale ma molto diffusa e corrisponde alla nostra forma colloquiale “avere un sacco di … ”

He has a lot of friends.

Ha molti amici.

They had a lot of work

Essi ebbero tanto da fare

Questa espressione può essere anche seguita da un verbo.

He has a lot to say.

ha molto da dire.

They have a lot to do.

hanno molto da fare.

CAN – TO BE ABLE TO

Abbiamo detto che “can” è un verbo difettivo e che lo possiamo utilizzare soltanto al tempo presente.

Per tutti gli altri tempi, compreso il presente, utilizzeremo la forma “to be able to”.

“So nuotare” lo possiamo tradurre sia “I can swim”, sia “I am able to swim

Per utilizzare l’espressione in altri tempi, passato, futuro, ecc…, basterà agire sul “to be” dell’espressione “to be able to”, modificandolo in base al tempo in cui l’azione è avvenuta, avviene o avverrà.

“I was able to swim”, “sapevo nuotare”. Utilizzando “was” al posto del verbo essere al presente.

Al futuro: “I will be able to swim”.

MUST –TO HAVE TO

Allo stesso modo del “can”, il “must” andava bene solo per il tempo presente. Per tutti gli altri tempi utilizzeremo la forma “to have to”.

I must eat vegetables”, “I have to eat vegetables”, cioè, in italiano, “devo mangiare verdure”.

Al passato: “I had to eat vegetables”, cioè “dovetti mangiare verdure”.

Al futuro: “I will have to eat more vegetables”, cioè “dovrò mangiare più verdure”.

In parole povere, anche qui è tutto semplificato dal fatto che per specificare quando è avvenuta l’azione basta agire sul verbo avere “to have”.

Consiglio di esercitarsi a scrivere frasi a piacere utilizzando le parole e le regole grammaticali fin qui imparate.